Lo yoga è una disciplina ma anche uno stile di vita che comprende vari aspetti che agiscono in modo sinergico tra di loro:

  • Asana: posture del corpo:
  • Pranayama: tecniche di espansione e controllo del respiro (e della mente)
  • Meditazione: tecniche  per andare oltre la mente pensante per raggiungere uno stato di consapevolezza rilassata, pacificare e rendere dormienti le fluttuazioni mentali.
  • Stile di vita consapevole: si intende uno stile di vita sano e moderato, che includa una corretta alimentazione e il giusto atteggiamento mentale.

Anche chi poco tempo a disposizione può dedicare brevi momenti della giornata allo Yoga per sperimentarne i comprovati benefici:

  • Miglioramento dello stato generale: Praticare yoga consente innanzitutto dimigliorare il rapporto con il proprio corpo, ottenendo maggiore forza e flessibilità ed imparando ad accettare i propri limiti ed allo stesso tempo ad amarsi di più. Volersi più bene significa anche risultare maggiormente predisposti all’incontro con l’altro. Lo yoga accresce la flessibilità e la mobilità del nostro corpo, migliora la circolazione sanguigna e linfatica, migliora l’ossigenazione delle cellule, migliora in modo sorprendente le funzioni dell’apparato digerente.  Le Asana  e il respiro aiutano a massaggiare gli organi interni , mettendo in atto un complesso di azioni benefiche che contribuiscono a migliorare la capacità dell’organismo di liberarsi dalle tossine
  • Azione profonda sul sistema nervoso: Lo yoga comprende l’esecuzione di particolari eserciziche agiscono producendo effetti profondi sul sistema nervoso riducendo ansia e stress, migliorando la capacità di concentrazione, regolando i meccanismi sonno/veglia
  • Sviluppo della consapevolezza del respiro e aumento della capacità polmonare: il respiro è vita e il nostro vivere è sostenuto dai cicli di ispirazione ed espirazione. Lo yoga prevede la pratica della “respirazione completa“, che comporta l’impiego sia dell’addome che del torace, coinvolti in movimenti di estensione. I respiri profondi effettuati durante le asana favoriscono una migliore ossigenazione dell’organismo e un maggiore controllo dell’ansia e dello stress.
  • Sconfiggere il mal di schiena: Sessioni costanti di yoga, per chi soffre di mal di schiena, aiutano a prevenire la comparsa dei dolori e diridurre la necessità di assumere medicinali o di praticare iniezioni. Numerosi esercizi di yoga sono coinvolti nel migliorare la mobilità e l’elasticità della colonna vertebrale, favorendo la decontrazione dei muscoli causata dalle tensioni e dall’abitudine ad assumere posture scorrette.
  • Migliorare la concentrazione: Lo yoga, abbinando i movimenti del corpo alla pratica della meditazione, si rivela in grado di migliorare la nostra capacità di concentrazione,non soltanto nello svolgimento degli esercizi, ma anche nella vita quotidiana. Praticare alcune posizioni di equilibrio, richiede alla mente un elevato sforzo di concentrazione, al fine di migliorare la propria esecuzione della posizione e di mantenerla stabile per il tempo richiesto. La mente via via imparerà a concentrarsi più facilmente, e a non lasciarsi distrarre, anche nello svolgimento delle attività quotidiane e di lavoro.

Lo stress è la causa di tutti i conflitti nel mondo”. A pensarci bene questa frase apparentemente estrema contiene una grande verità: alla base della bramosia di potere, della volontà di prevaricazione e dell’ansia di accumulo c’è sempre un disagio provocato da una situazione di profondo stress. Ma cos’è esattamente lo stress e come agisce su di noi a livello fisico ed emotivo?

Cos’è lo stress: La matrice dello stress è fisiologica: attivando la cosiddetta reazione di “combattimento e fuga” sviluppiamo delle tensioni utili ad anticipare un pericolo e a evitare la morte. È un meccanismo atavico di autodifesa. Superato il pericolo, allo stato di allerta deve necessariamente seguire uno stato di distensione: dobbiamo scaricare la tensione accumulata a causa del trauma. Il corpo si adatta ai cambiamenti. Quando questi cambiamenti ci fanno male cediamo spazio allo stress: il nostro organismo reagisce aumentando la secrezione di certi ormoni e inibendone altri; la produzione di sostanze messaggere come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina viene compromessa.

Lo stress come intossicazione emotiva

Le cose si complicano quando il pericolo non è reale, ma percepito, perché il cervello non distingue tra l’uno e l’altro. Un pericolo percepito è una risposta generata dall’interno , ovvero dai pensieri, e non da circostanze esterne. Lo  “stato mentale di pericolo” si esprime sotto forma di emozioni negative quali odio, rabbia, depressione, paura, ansia.  Lo stress provoca una repressione di emozioni, una sorta di intossicazione emotiva che, in alcuni casi, può sfociare in malattie vere e proprie. Queste emozioni devono essere perciò riconosciute, elaborate e liberate dal sistema. Se non lo facciamo, esse rimangono immagazzinate nel subconscio e ci portano ad agire secondo le stesse dinamiche ogni volta che situazioni apparentemente simili si ripresentano, e nel corpo, sotto forma di tensioni nelle articolazioni, particolarmente nella zona del bacino, spalle e collo.

Come agisce lo stress a livello fisiologico

La corteccia razionale o cervello emotivo (parte del sistema limbico) manda dei segnali all’ipotalamo che stimola il sistema endocrino a produrre cortisolo (l’ormone dello stress) creando uno stato di allerta continua. Passato il pericolo, a questo stato deve seguire l’attivazione del parasimpatico, responsabile del rilassamento profondo, con la conseguente stimolazione del sistema immunitario.

Le conseguenze dello stress sono molteplici: dalla perdita di memoria all’infertilità, fatica cronica, ansia, perdita di energia. Il sistema endocrino si consuma, il sistema immunitario si indebolisce e l’invecchiamento cerebrale si accelera.

I sintomi più frequenti dello stress sono: costante sensazione di stanchezza generale, accelerazione del battito cardiaco, disturbi del sonno, dolori muscolari, ulcera dello stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite, malfunzionamento della tiroide, difficoltà ad esprimere anche concetti che si possiedono, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione mentale, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie. Quando lo stress diventa la condizione normale si parla di stress cronico che ha ripercussioni sia a livello cardiaco che polmonare e gastrointestinale. Lo stress produce danni anche a livello endocrinologico, uro-genitale ed epidermico.

Come la Meditazione può aiutare a gestire lo stress

Le situazioni di stress non possono essere evitate completamente. Fanno parte della nostra vita in società, per quanto ci adoperiamo a semplificarla. Tuttavia, le nostre reazioni possono essere guidate da una mente equilibrata, calma e chiara.

La pratica della Meditazione aiuta a creare spazio nel corpo e nella mente, a ritrovare la centratura e a trasformare  una reazione in azione. Con l’arma della consapevolezza, osserviamo la situazione e i nostri sentimenti, imparando a stare, accettare e infine trasformare un’emozione negativa in quello che è: un momento di passaggio, uno dei costanti cambiamenti che avvengono naturalmente nella nostra esistenza. Smettiamo di reagire impetuosamente alle situazioni della vita e cominciamo ad agire con consapevolezza, calma e risolutezza, senza mai perdere di vista il quadro completo.

La Meditazione e il Pranayama aiutano a combattere lo stress

Molte forme di Meditazione partono dalla consapevolezza del respiro, utilizzando anche semplici esercizi di Pranayama per controllare ed espandere volontariamente il respiro. Bastano 10/20 minuti di osservazione consapevole del respiro, per raggiungere uno stato di calma che poi sarà possibile mantenere nella vita quotidiana Per dedicarsi alla Meditazione con l’osservazione del respiro è importante trovare un luogo adatto dove sedersi con la schiena ben dritta, verticale. Va benissimo sedersi su una sedia o a terra, appoggiando le mani sulle gambe, tenendo la testa ben dritta in linea con la spina dorsale, immaginando che la testa sia allungata verso il soffitto, come se ci fosse un filo invisibile. Una volta trovata la posizione giusta (che è diversa per ognuno) è bene rimanere immobili.

Tecnica di respirazione e Meditazione

Osservate il respiro, cosa succedere quando l’aria entra ed esce. Il flusso d’aria circola dal naso nei polmoni e viceversa. Iniziate a svuotare i polmoni, dal torace verso l’addome. Appena sono vuoti, attendete qualche istante e poi inspirate riempiendo lentamente l’addome e iniziate a contare, con calma, fino a cinque e poi iniziate a svuotare i polmoni, sempre lentamente, per fare in modo di averli svuotati nello stesso tempo dell’inspiro. Se siete in grado di allungare i tempi, fatelo, ma ricordatevi di mantenere l’uguaglianza tra il tempo di inspiro e di espiro.  Ad un certo punto noterete che il respiro rallenta naturalmente. Lasciatelo avvenire in modo naturale per entrare nella fase più meditativa. Potete aiutare la mente immaginando che l’aria entri ed esca dal centro della fronte. Ogni volta che un pensiero passa, provate a non seguirlo e a rimanere nell’osservazione del respiro e nella visualizzazione. Al termine del tempo che vi siete prefissati, fare un profondo inspiro, un espiro e rimanere per qualche momento in raccoglimento osservando cosa è cambiato in voi. Concludere con un pensiero di Gratitudine, riconoscendo tutti gli aspetti della vostra vita per cui siete grati.

Lo yoga non e’ solo lo svolgimento di una sequenza di asana (posizioni di yoga) . E’ una pratica profonda che ci svela molto di noi stessi, delle nostra relazione con la persona amata e con il mondo che ci circonda. Il nostro comportamento quando eseguiamo alcune asana ci può dire tanto sul nostro rapporto con gli altri e con la vita.

Tadasana o Samasthiti (Posizione della Montagna): Trova il giusto equilibrio
Sembra una posizione semplice. Tutto quello che dobbiamo fare e’ stare li in piedi, giusto? Tuttavia presto ci rendiamo conto che non abbiamo distribuito bene il peso, che magari e’ spostato tutto a destra, oppure troppo verso le punte dei piedi o i talloni. Improvvisamente ci rendiamo conto che questo semplice atto di stare in piedi ci mette in difficoltà, e capiamo che forse dobbiamo chiederci perché. 
Cosa ci può dire delle nostre relazioni? qualsiasi tipo di relazione ci richiede di stare in equilibrio , di stare in piedi con le nostre gambe, di essere radicati. Se ci appoggiamo troppo agli altri rischiamo di diventare dipendenti, se stiamo troppo indietro, risultiamo distanti e freddi. Occorre trovare l’equilibrio al centro, nel proprio centro fisico, mentale ed emotivo.

Vrikshasana (posizione dell’Albero): Guarda in alto nei momenti difficili.
Ci sono molti sistemi per stare in equilibrio su un piede solo: uno di questi e’ guardare di fronte, un pochino verso l’alto. Se guardiamo in basso, il corpo segue quella direzione e crolla. Se guardiamo davanti e in alto, rimaniamo su.
Cosa ci insegna questa posizione?  Molto spesso nelle relazioni ci sentiamo come se stessimo in equilibrio su un piede solo. Ci sentiamo traballanti, insicuri, temiamo di cadere. In questi momenti siamo spesso tentati di guardare in basso; e in questo modo ci spingiamo ancora di più verso il basso. Proviamo ,invece,a guardare in alto. Ricordiamo a noi stessi che  in altre occasioni abbiamo affrontato momenti difficili e che possiamo farlo di nuovo. Confrontarci con situazioni scomode ci rafforza e ci fa essere piu’ empatici con gli altri.

Urdva Dhanurasana (posizione dell’arco all’insu’): Apri il tuo cuore
Il segreto di ogni apertura all’indietro non e’ tanto avere una grande flessibilità’ nella parte bassa della schiena , bensì essere flessibili nella parte alta della schiena e nelle spalle. Per poter fare questa posizione bisogna sollevare e aprire il cuore , piu’ che sforzare la parte bassa della schiena. 
Cosa possiamo apprendere sulle nostre relazioni da questa bellissima asana? Forse stiamo mettendo  troppa “bassa schiena” e troppo poco cuore nelle nostre relazioni, nel senso che avendo paura di aprire il nostro cuore indietreggiamo e rimaniamo distanti. La chiave di tutto e’ mettere maggiore amore e compassione: coltivare il sincero desiderio che le persone che amiamo siano felici, anche quando ci provocano un disagio emotivo. Se manteniamo questo desiderio vivo riusciamo a costruire una relazione basata su maggiore fiducia e apertura verso l’altro.

Sirsasana (posizione sulla testa): Cambia il tuo punto di vista sulla realtà
Ogni volta che ci mettiamo a testa in giu’, la circolazione sanguigna e il nostro punto di vista subiscono un profondo mutamento, andiamo a muovere liquidi ed emozioni stagnanti e rigeneriamo dal punto di vista fisico, mentale ed emotivo.
Cosa ci fa scoprire delle nostre relazioni questa potente asana? A volte abbiamo bisogno di ribaltare il punto di vista sulle nostre relazioni, perché’ tutti tendiamo a “sederci”, entrare nel tran tran quotidiano, creare delle abitudini e dare le cose per scontate. Modificare semplici abitudini e rompere gli schemi (es dormire dall’altro lato del letto, non avere paura di fare una domanda che non abbiamo mai osato fare,etc.) rinfrescherà la relazione e creerà’ maggiore interesse reciproco.

Balasana (posizione del bambino): Rilassati con il tuo partner
E’ una posizione di riposo che richiede allineamento e consapevolezza. Quando e’ effettuata correttamente allunga  e rilassa la colonna vertebrale, apre il cuore e ci permette di lasciare andare completamente.
Cosa può’ insegnarci sulla relazione affettiva? Troppo spesso ci dimentichiamo di prenderci dei momenti di rilassamento con il nostro partner, soprattutto quando la relazione e’ consolidata , ci preoccupiamo più delle questioni lavorative e della quotidianità’. Ci ritroviamo incollati al telefono, colmi di stress e tensioni , dando priorità’ al lavoro piuttosto che agli affetti, alla famiglia e all’amore. E necessario trovare un equilibrio tra amore/affetti e doveri professionali. Costruiamo un’oasi dove rifugiarci ogni giorno e invitiamo il nostro amato in quello spazio sacro di amore e scambio reciproco.

Savasana (posizione del cadavere): Lascia che il tuo compagni ti supporti
Savasana e’ la posizione finale in ogni sequenza di yoga; spesso viene indicata come la posizione più complicata da eseguire perché implica la nostra resa totale, il completo lasciarsi andare e scoprirsi vulnerabili. Quando lasciamo che il pavimento ci sostenga , ci apriamo ad una profonda consapevolezza, siamo tutt’uno, corpo, mente, spirito uniti.
Cosa possiamo portare nelle nostre relazioni affettive da questa asana? Quando siamo dentro ad una relazione talvolta e’ necessario arrendersi, essere vulnerabili e permettere al nostro compagno di sostenerci e di portarci. E’ bello trovare il coraggio di essere vulnerabili.

Namaste’ (Mantra : Mi inchino al Divino che c’e’ in te): Impara a vedere la Luce nel tuo partner
Quando ripetiamo il mantra Namaste’ con le mani giunte davanti sl petto, alla fine della pratica di yoga,  ci connettiamo con la nostra parte più pura e riconosciamo che anche gli altri hanno in se’ una scintilla di Divino, di Luce.
Cosa ci insegna? Immaginiamo come cambierebbe la nostra relazione se, ogni giorno, riconoscessimo gli aspetti più luminosi del nostro compagno. Troppo spesso, infatti, notiamo solo gli aspetti negativi. Proviamo ad impegnarci nel vedere le cose buone che diamo per scontate. Ringraziamo della presenza di questa persona nella nostra vita. E rimarremo innamorati.